Non so quanti anni avete, ma chi è “vecchiarello” (solo all’anagrafe) come me apprezzera sicuramente.
Goldrake UFO Robot, o meglio Atlas Ufo Robot (nome con cui è conosciuto in Italia) è sicuramente il primo cartone animato, e soprattutto il più famoso della serie di anime robotiche giapponesi.
Per quanto mi rigurda è stato anche il mio primo cartone animato “vero”.
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Nato nel 1975 e prodotto dalla Toei Animation e ideata da Go Nagai sulla base del suo omonimo manga, con il character design di Kazuo Komatsubara (ep. 1-48) e Shingo Araki (ep. 49-74), e le musiche del maestro Shunsuke Kikuchi.
Uscito in Italia nel 1978 sull’allora Rete 2 (oggi poi trasformata in Rai 2) che ne ha trasmesse 74 delle 78 puntate tradotte.
La Storia:
Siamo nella nebulosa di Vega, in una galassia lontano anni luce dal nostro sistema solare. Esiste una piccola stella dal nome Fleed, dove vive una civiltà con tecnologia avanzata i cui principi fondamentali sono la pace e la giustizia.
Non molto distante da Fleed c’e’ Vega, un pianeta che ha fatto dei suoi valori principali l’odio e la conquista di nuovi mondi.
Il suo sovrano è uno spietato tiranno, accecato da ideali di conquista, che ha come unico scopo la missione di conquistare l’intera nebulosa.
Succede proprio cosi, Vega invade Fleed con il suo esercito massacrando l’intera popolazione.
Unico superstite è il Principe Duke Fleed, che salito a bordo di Goldrake, riesce a fuggire al massacro iniziando un interminabile viaggio verso la Terra.
Viene trovato gravemente ferito e privo di sensi dal Dott. Procton che lo cura come fosse suo figlio presso il centro di Ricerche Spazioni e nasconde la navicella spaziale “Goldrake” all’interno di una caverna, un edificio dedicato alla scoperta di nuove forme di vita nella galassia.
Actarus, questo il nome terreste del principe Duke Fleed incontra nuovi amici, tra cui Alcor.
Nel frattempo la stella di Vega sta lentamente morendo, così il suo imperatore, intravedendo nella Terra una possibilità di rinascita del proprio regno, ordina ai suoi uomini di installare una base segreta come punto di osservazione sulla Luna.
Solo il Goldrake potrà opporsi.
Dopo aver riscontrato un fantastico successo ed aver venduto ogni tipo di gadget, un comitato di genitori e sociologi si oppone alla messa in onda nelle reti pubbliche di questi cartoni animati, ritenuti troppo violenti e diseducativi (cosa penseranno oggi queste stesse persone guardando la televisione nella “Fascia Protetta”???), così i robots spariscono dai palinsesti. L’indipendenza delle reti private consente a queste ultime di beffare i benpensanti e così a tutt’oggi, a più di vent’anni dalla loro comparsa, niente è riuscito ad affievolire il loro successo e fascino.


